terça-feira, 20 de maio de 2008
Não confundam cú com bunda!
Um instante poético
Di tutto, al mio amore sarò attento
Anzi, e con tal zelo, e sempre, e tanto
Che pur di fronte al maggior incanto
Di lui si incanti più il mio pensamento.
Voglio sentirlo in ogni mio momento
E in suo onor devo spiegar il canto
E ridere riso e versare il pianto
Al suo pensar o'l suo contentamento.
Così, quando piu' tardi mi persegua
Chissà la morte, angoscia di chi vive
Solitudine chissà, fin di chi ama
Io possa a me dir dell'amor (che ebbi):
Che non sia immortal, posto che è fiamma
Ma che sia infinito finquanto duri.
Vinícius de Moraes
(traduz. Giancarlo Perlo)
Amo questo poema di Vinícius e né ho bisgono di dire che lui ha letto la mia anima quando ha scritto questo poema d'amore...:-)
segunda-feira, 19 de maio de 2008
Desavenças poliglotas

sexta-feira, 16 de maio de 2008
Cos'è un matto?

"Matto è colui che vive nel proprio mondo.Come gli schizofrenici,o gli psicopatici,o i maniaci.Quelle persone,cioè,che sonno diverse dalle altre".
"Come te?"
"Di certo,proseguì Zedka,fingendo di non aver udito quel commento interrogativo,"avrai sentito parlare di Einstein,che sosteneva che non esistono né il tempo né lo spazio,ma un'unione di questi due elementi.O di Colombo,che affermava che all'altro capo del mondo non c'éra un abisso,bensì un continente.Oppure di Edmund Hillary,che asseriva che l'uomo poteva arrivare in cima all'Everest.O,ancora,dei Beatles,che hanno creato una musica diversa,e si vestivano come persone totalmente al di fuori della loro epoca.Tutti questi uomini,come migliaia di altri,vivevano nel proprio mondo.
"Questa demente sta dicendo cose che hanno un senso",pensò Veronika,ricordandosi di certe storie che le raccontava la madre,storie di santi che sostenevano di parlare con Gesù o con la Virgine:possibile che tutte queste persone vivessero in un mondo a parte?Disse:"Una volta,ho visto una donna con un vestito rosso scollato e lo sguardo vitreo che girava per le vie di Lubiana,il tempo segnava cinque gradi sotto lo zero.Pensai che fosse ubriaca e mi avvicinai per aiutarla,ma lei riffiutò la mia giacca".
"Nel suo mondo,forsè ,era estate.E magari il suo corpo era riscaldato dal desiderio di qualcuno che l'aspettava.Anche se questa persona fosse esisistita soltanto nel suo delirio,lei aveva il diritto di vivere e morire come voleva,non mi credi?"
Veronika non sapeva cosa rispondere,di certo le parole di quella matta avevano un senso.Chissà che non fosse proprio lei la donna che aveva visto seminuda nelle vie di Lubiana.!
Questo è un frammento di un libro di Paulo Coelho,che si chiama:"Veronika Decide di Morire",in questo libro lui racconta in forma fittizia la sua propria esperienza di vivere ricoverato in un'ospedale psichiatrico,dove venne rinchiuso solo perchè era considerato "diverso".
Questa lettura mi fa pensare...quanto siamo matti?Almeno per qualche giorni,oppure un lungo periodo della nostra vita, di solito per la difficoltà di raggiungere un'equilibrio tra la vita fuori e "quella" che abbiamo nascosto dentro di noi per non essere considerati matti.
Quanto di sè stesso ancora è nascondo dentro di te?
sábado, 10 de maio de 2008
Eu também tenhoooooo!
NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO!
Quel giorno, al bar dove andavo normalmente, c’era una strana agitazione. Chiesi al cameriere quale fosse il motivo, e mi spiegò che era nata una discussione animata tra un gruppo di italiani e alcuni brasiliani che si trovavano nel locale. La ragione era dovuta alla partita per la Coppa del Mondo che il Brasile aveva perso contro la Francia il giorno prima!
Incuriosito mi avvicinai al gruppo: erano tre donne e due uomini che difendevano i campioni del loro Paese, dicendo che la squadra italiana non sarebbe stata capace di battere il Brasile qualora avessero giocato insieme !!!!!
Sorridendo per quella dimostrazione di orgoglio e di spirito nazionalistico tipico dei brasiliani, dissi che purtroppo dovevano ammettere di avere perso la partita perché i loro “campioni” non erano riusciti a dimostrare le loro capacità individuali e trasmetterli nel gioco di squadra.
La più ostinata delle tre donne, una bella bruna dagli occhi un po’ a mandorla che denunciavano le sue origini miste con la razza giapponese, cominciò a decantare le qualità del popolo brasiliano, la loro allegria, la gioia di vivere, malgrado la situazione politica molto critica e le difficoltà in cui si trovava il Paese. Dissi che aveva ragione, e che sotto quell’ aspetto ammiravo molto il suo popolo e speravo che potesse risolvere presto tutti i problemi che lo assillavano.
Non conoscevo molto il Brasile, ma ero stato a Rio de Janeiro e a Salvador Bahia, ed ero rimasto innamorato di quei posti meravigliosi.
Josyneide, (questo era il nome della donna), mi parlò della sua città, San Paolo, (Sampa….come lei diceva ! ), e disse che avrei dovuto visitarla. Le promisi che l’avrei fatto, specialmente se fosse stata lei stessa a farmi da guida !
La nostra conversazione era diventata sempre più gradevole. Quella donna emanava un fascino particolare, una disinvoltura che la faceva apparire sicura di sé, una capacità di interessare l’interlocutore a tutto ciò che lei diceva……. ed esercitò questa capacità anche su di me !
Mi parlò della sua passione per il volo, quello che le permetteva di librarsi nel cielo, immersa nel silenzio assoluto, un silenzio rotto solo dal sibilo dell’aria che scivolava sotto le ali del suo parapendio, ad una altezza che le permetteva di vedere la bellezza di un panorama mozzafiato nei pochi minuti in cui lentamente scendeva verso terra……..!
Rimasi sbalordito! Chi mai l’avrebbe detto che quella creatura dagli occhi a mandorla coltivasse un hobby del genere !
Le chiesi se avesse mai avuto paura, e mi spiegò che si ha sempre paura quando ci si lancia col parapendio, ma bisogna sapere dominare la paura, per godere soltanto dell’emozione di volare in assoluta autonomia.
Mi spiegò che pilotare un parapendio non comporta difficoltà particolari, se si conosce bene la tecnica. Si può volare a qualsiasi età, imparando a sfruttare le correnti ascensionali di aria calda per salire sempre più in alto, imitando il comportamento degli uccelli……!
Ad un tratto si alzò dalla sedia e sorridendo mi prese per mano dicendo:
“ Dai, non fare quella faccia ! Non è poi così difficile ! Vieni con me……ho i lanci tra un’ora…….vieni a vedermi!………. Se vorrai potrai anche lanciarti con me…..!!!!!”
Cosaaaaaaaa???? Lanciarmi con lei ???? Ma siamo matti ???? Non se ne parla nemmeno!
“Senti Josyneide – dissi – capisco il tuo entusiasmo, ma credimi, non sono affatto preparato psicologicamente…..”
“Vedrai che ti piacerà. – rispose- Non voglio pressarti, ma sono sicura che ti verrà la voglia di provare………dai……… vieni……..andiamo…….”
Mi ritrovai ancora incredulo a seguirla fuori dal bar. I suoi amici brasiliani ammiccavano sorridendo, assicurandomi che con lei avrei fatta una bella e nuova esperienza !!!!
Ma quale bella e nuova esperienza ! Non avevo nessuna voglia di rischiare la pelle ! L’unica esperienza che avrei voluto fare con lei……. era di ben altra natura !!!!!
Arrivammo in una altura. Alcune persone erano già sul posto e stavano preparando i loro attrezzi. Josyneide mi presentò un istruttore, un tipo atletico tutto muscoli, chiedendogli di convincermi a lanciarmi, mentre lei cominciò a sistemarsi per il decollo. L’atmosfera era gioiosa e coinvolgente. L’istruttore mi spiegò che il modo più semplice per entrare nel mondo del volo in parapendio è quello di volare in tandem con un volo di prova. Quale migliore occasione se non quella di lanciarmi con la mia amica !!!!! Mi assicurò che era una persona molto esperta e capace, e che potevo stare assolutamente tranquillo !!!!!
Ma io non ero affatto tranquillo…….e sebbene l’idea di allacciarmi alla schiena della brasiliana mi allettava molto, avevo qualche titubanza.
“Allora? Sei pronto ?” -
La voce di lei mi scosse dai pensieri. Mi sembrava tutto così irreale ! Ma che stavo a fare lì tra quella gente ? Cosa avevo a che fare col parapendio ???
L’istruttore “tutto muscoli” si avvicinò dicendomi che per il lancio dovevo seguire solo poche regole: fare pochi passi di rincorsa per il decollo, e poi affidarsi al pilota. All’atterraggio, ancora una piccola rincorsa appena toccato terra. Non dovevo fare altro . Tutto lì !!!!!
“Ma insomma, che stai aspettando ? Vieni !” gridò “occhi a mandorla” !
Accidenti a me e a quando l’avevo seguita ! E adesso che fare ? Dovevo dimostrare di avere coraggio……! Magari poi la serata si concludeva bene, e avremmo potuto passare la notte insieme !!! Dovevo tentare ! Ma si…..facciamola questa esperienza, e vada come deve andare !!!!
Mi imbracarono alle sue spalle con alcune cinghie……mi diedero gli ultimi consigli, raccomandandomi di stare tranquillo e……via di corsa verso il ciglio della montagnola…..!
Gradualmente l’ala del parapendio si gonfiò. Ci staccammo da terra dolcemente. Josyneide si girò un attimo verso me strizzando l’occhio : “Tutto bene ?” disse. Le feci cenno di si con la testa. Non avevo la forza di parlare……..Lo spettacolo era eccezionale. Scivolammo silenziosi nell’aria. La terra, ai nostri piedi, sembrava lontanissima. All’improvviso mi sentii rilassato. Che esperienza meravigliosa stavo vivendo grazie a quella bella brasiliana ! Avrei voluto che il volo durasse all’infinito, e solo quando misi piede a terra mi resi conto d’avere vissuto un momento magico, una esperienza unica che sarebbe rimasta per sempre impressa nella mia mente.
E adesso volete anche sapere com’è finita con lei ??? Ok…..ve lo dico:
Quando atterrammo, c’era l’istruttore che ci aspettava. Era venuto a prenderci con la sua auto. Mi chiese le impressioni sul volo, e gli risposi che ero rimasto estasiato !
“Te l’avevo detto che di lei potevi fidarti…….. – mi disse – E’ la mia donna da due anni……la conosco molto bene !” e prendendola sotto il braccio si allontanarono insieme !
Non tutte le ciambelle riescono col buco !!!!
Scritto da Maurizio
Luglio 2006
sexta-feira, 9 de maio de 2008
Penso,logo existo!

Todo filósofo tem um pouco de lunático e sábio,mas dentro de sí tem sempre uma certa inquietação que os faz questionar tudo.Sorte de Descartes que era um homem inteligente e soube usar a sua inquietação interna de forma construtiva e se fez imortal no campo da filosofia.
Fico imaginando como era Descartes quando era adolescente,ou no seu dia-a -dia "normal" ,de simples mortal.Aposto como deveria ser um porre conviver com estas inquietações dele quando ele era um simples adolescente com todas aqueles alterações hormonais frequentes na adolêscencia.Imaginemos Descartes,ainda adolescente com a cara cheia de espinhas,no auge da sua adolescência e questionando a sua propria sexualidade. Que saco!
E quando ele se casou?Será que ele se casou?Não sei!Não cheguei a pesquisar sobre isso,mas normalmente quem se questiona demais não casa.Ou se casa e se arrepende.
Nem quero vir a pensar como teria sido ele como pai.Questionando a sensação de ser pai e seus conceitos sobre a paternidade questionável.AFFFFF!
Imagina então o quanto deveriam ter sofrido seus filhos ainda pequenos em idade escolar,quando voltavam pra casa com uma nota baixa e ele questionava a inteligência dos filhos ,ou os padrões de ensino de sua época.
Ser visionário e estar à frente de sua época,ou questionar padrões pré-estabelecidos pela sociedade como sendo aquilo justo e correto é sem dúvida alguma uma qualidade ,que quando aplicada de forma construtiva e inteligente traz grandes contribuições para a propria vida e para o meio aonde vivemos.Mas e quando somos simples mortais?Nem tão inteligentes,nem tão filósofos , vivendo no século XXI e questionando sempre a sua propria existencia e a sociedade aonde se vive?
- Ahhh!Manda pro manicômio,o cara é esquisito mesmo.
- Acho que faz uns 2 mêses que ele não faz sexo e subiu pra cabeça.
- Aquele cara é mor estranho.Diz que vai estudar filosofia.Pra que?Pra se canditar a presidente da república?Mas o Lula não precisou...
- Já falei pra ele sair mais,ir pra Disco,malhar,pegar umas minas nas baladas e aprender a viver como se deve.
- Acho que ele fuma maconha.Vive doidão!
Eh!Descartes!A sua época era outra...:-)
quinta-feira, 8 de maio de 2008
Diferenças


Vivendo fora do nosso país de origem é que podemos provar na pele o que são as diferenças culturais,existem algumas que até fazem mal,magôam.Mas se você é uma pessoa inteligente e informada,sabe que são apenas diferenças culturais e deveríamos entende-las.Eu disse,"deveríamos"...é uma condicional.Depende da condição,depende da tua necessidade,depende da tua paciência,depende da tua educação.Enfim.Depende do teu saco!Só depois você decide se respeita,ou não.
Conviver com as diferenças culturais não é uma coisa fácil.Vivo esta experiência todos os dias ,pra dizer a verdade,desde que nascí...:-)
Todas as diferenças são belas,contanto que te acrescente algo de forma construtiva,que te faça pensar que estava equivocado e que existem outras formas de viver e sentir a vida ,do que aquela que você herdou de seus pais,ou aprendeu na escola quando era criança.Seria injusto da minha parte criticar uma nação toda,afinal de contas no frigir dos ovos somos todos seres humanos de carne , osso e sentimentos,mas...
Existem certos povos e certas culturas que no meu modo de entender,não sabem ou não aprenderam a viver.O mais belo de intercambiar conhecimentos é estar sempre aberto,mesmo que existam choques culturais,porque elas existem,e são muitas vezes uma grande lacuna.Mas se chocar com uma porta fechada é algo frustrante.Tá!Tô criticando os japas sim...e daí?
Nem sei explicar como eles encaram e sentem as suas emoções.Nunca na minha vida convivi com uma raça tão fechada , inatingível e fria.O pior é que com a convivência vamos ficando iguais à eles de certa forma e sempre nos contaminamos com as piores características deles.Em mim o efeito é duas vezes pior,criando até uma crise de identidade,existencial...sei lá!
Tá no sangue as origens e eu por ser filha de japonês legítimo vivo em crise porque nunca entendí o jeitão samurai dele,que muitas vezes entrava em choque com o meu jeitão japa -paraguaya.Fazer o que?...:-)
Nestas horas eu me agarro no meu passaporte verdinho,aquele mesmo que sofre alguns preconceitos em certos países,mas eu me orgulho de porta-lo por onde eu vou...:-)
O Brasil é maravilhoso com todos os seus defeitos,problemas sociais,presidente cachaçeiro e sem dedo,desemprego,instabilidade,falta de segurança,suas favelas , e ultimamente até terremoto teve em São Paulo.Mas é uma terra abençoada de gente alegre,simpática,bronzeada,desencanada ,sensual, bem humorada e sempre aberta a acolher todas as raças.Eu amo esse jeito de ser brasileiro!
Latin lover- papagallo
Scrive Aldo Palazzeschi in Stampe dell' Ottocento,nel 1932:"Oggi per le strade fiorentine,sole a gruppi o a sciami,trionfano la giovani americane,che portano il gonnellino corto,mostrando solidi polpacci,occhi azzurri fanciulli,capelli biondi e tagliati,braccia agili e robuste.Si muovono con ondulazioni sicure delle anche sotto gli sguardi avidi dei giovanotti.
Sorridono per l'angustia delle vie e la geniale bizzarria delle architetture;fumano con naturalezza e un po' insolenti,insolenza innocente ch'è attributo legittimo della gioventù".
Negli anni cinquanta ,gli sguardi avidi dei giovanotti evocatti da Palazzeschi assumono i connotati di manifestazione sguaiata e triviale del mito del LATIN LOVER-PAPPAGALLO,protagonista di una provinciale "dolce Vita".
Eu sabia que o homem italiano tinha a fama de latin lover,mas de latin lover- papagallo?ahahahahahahaha....muito engraçada a tradução ao pé da letra:Amante latino-papagaio.Nada romântico...:-)
Ainda não conseguí descobrir de onde nasceu esta fama,esta imagem de latin lover italiano.Penso que provavelmente das telas do cinema com os filmes ainda em preto e branco de Rodolfo Valentino nos anos "20".Ou da herança genética deixada por Giaccomo Casanova a alguns de seus filhos venezianos.Não sei se ele teve filhos,mas com certeza deve ter tido vários.
Normalmente a base de algumas características culturais ou hábitos de uma raça vêm de longa data,influenciada por alguns acontecimentos históricos e tendências da época .Como por exemplo a mania de suicídio dos japonêses.Eles se suicidam por tudo.É incrível!Mas isso tem explicação:além da falta de Deus no coração,os japonêses são herdeiros de uma vasta gama de antepassados suicidas:cito como exemplo os pilotos kamikazi e os samurais harakiri. Todos retardados robotizados programados para morrer.Até na filosofia Samurai andaram enfiando alguns adendos suicídas,alterando a filosofia original.Mas não se iludam...aqui não tem latin lover nem samurai lover.Eles gostam é de comer sushi , sashimi e estrelinhas do mar...como as japas são chamadas aqui...:-)
Agora me explica .Porquê o homem italiano é latin lover ,e além disso é PAPAGAIO? Força da mídia? um incidente histórico pós guerra?Tá no sangue veneziano?mas se venezianos são tudo freddini,freddini! Tem explicação isso?Ou será que o título de latin lover é dos venezianos e de papagaio dos napolitanos?E aonde ficam os romanos nessa herança?
Será que dentro de algumas décadas o atual latin lover-espanhol,Antonio Banderas poderá substituir o trono de Rodolfo Valentino?Porque latinos por latinos,os espanhóis também são.
E o nosso latin lover - brasileiro?O Brasil anda maus de latin lovers no passado e na atualidade.Acho que está mais pra lover-boy...
À parte da fama de qualquer raça.Os tempos mudaram e agora está em moda uma nova tendência que cruza fronteiras longinguas:O corno lover!Este independe de herança cultural,ou classes sociais.Todo mundo pode ser.
segunda-feira, 5 de maio de 2008
¨&¨%$¨&&*%$#@##$$%

Carma...carma...veinha!!!Muitia carma nessas hora!Perdé testicurus iscrivinhadu diretu nus pecês é coisia di genti bestia!É mió iscrevé nuns paper primeru di queré infiá nus computador pa adispois nun ficá cun istressississss ,qui ném qui ieu fiquei ingora.
Vô caminiá nus caminio das roça ingora pa modis di disistressà un poquitino .Mais sorá qui é a tar das menoparsa?Mais qui tantu ieu mi anervo sô!!!!!
sábado, 3 de maio de 2008
Pizza paulista

Num tô me guentanu!
Ieu acordu e já vô diretu pus pcssss pa modis di arregistrá as coisa que eu acordu pensanu.Afff!
Nem us café cus brioxis eu tomo e já começu a escrivinhá di renascentismussss.Num guento mais!!! Aí ieu cumeçu a pesquisá arguma coisa pa modis di cumprementá us testicurus qui ieu escrivinho e vixeeeee!Tá danado !!!É tantas otras coisa que apareci desse tar de Renascentismus que ieu ficu doidinha pa lé tudin tudin!Assim nun dá!Têm qui botá uns freius nin mim!!
Eu num guentu mais eu mesma!Vô dá umas pausassss!!Nem vô lé mais us meus livru tudiu in itarianus qui é pa nun ficá mais xaropis du qui ieu já tô!Xaropeta !viajei nas maionesis cun essis negociu di curturas itarianikas.Fui lá nus fundus dus poçus do sécurus XV,XVI,andei nas carruagis,participei das bataglias ,andei nus corredor dus palacius dus ricassus dus Medicis di pijamaun,troquei figurinias com o tar do Michelangerus, mas já avortei...:-)
Vô intentá mi anormá un poquin e adispois ieu vorto pa escrivinhá menos xaropeta!
sexta-feira, 2 de maio de 2008
Renascentismo-Perspectiva

Um dado importante na definição da espacialidade do Renascimento é a incorporação da perspectiva como instrumento de projeto e da noção do desenho como uma forma de conhecimento.
A principal ruptura com o espaço medieval dá-se a partir do momento em que os arquitetos do Renascimento passam a designar nos seus edifícios um ritmo de percurso em que as regras de desenho do espaço são facilmente assimiladas pelos usuários e estes, a partir de uma análise objetiva do espaço, ainda que em um certo sentido empírica, têm condições de dominá-lo e impor o seu ritmo. O domínio da linguagem clássica, usada para se chegar a estes efeitos de percurso, só se torna possível quando simulado através do projecto pela perspectiva. Como resultado, tem-se um espaço perspéctico, integralmente apreendido pelo observador e cujas relações proporcionais se mostram de forma analítica e objectiva.
Estas novas relações espaciais mostram-se especialmente evidentes quando comparadas com o espaço presente nas catedrais góticas. Nestas, a intenção arquitetônica é a de que o observador, desde o momento em que entra no edifício, seja dominado pelo seu espaço e instantaneamente deseje olhar para cima, procurando um movimento ascendente em busca do Senhor. Noutras palavras, toda a monumentalidade daquele espaço tem a função, entre outras, de possuir o indivíduo e determinar seus desejos, o ritmo de seu passo e a forma como ele usufrui do edifício. No espaço renascentista a intenção é justamente a oposta: não mais o edifício domina o indivíduo, mas este apreende suas relações espaciais e domina o edifício. Noutras palavras, busca-se neste momento aquela que seria chamada de medida do homem.
quinta-feira, 1 de maio de 2008
Momento cultural-Le vie di Firenze- Praça da República
Momento cultural-Le vie di Firenze-Via dei Macci
Procurando algumas informações históricas sobre as ruas de Firenze na net,descobrí que realmente esta era uma das áreas mais pobres do centro de Firenze.Então, eu não estava enganada...era uma vielinha pobre mesmo...hehehe...e continua pobre.
Esta rua leva o nome dos Macci,uma família rica que viveu nesta mesma rua há mais de 700 anos atrás após terem perdido toda a riqueza em uma batalha política .Tendo todos os seus bens confiscados e vivendo na miséria ,eles foram obrigados a se mudar para uma área mais pobre da cidade.
Pelo visto a família Macci nunca mais recuperou as suas riquezas porque esta rua é realmente de um aspecto pobre .Como diz um velho ditado:"Dinheiro chama dinheiro",porém ,como diz um outro sabio ditado popular:"Quanto mais alto,maior o tombo".A falência é inexorável.
Momento cultural- Le vie di Firenze-Via Martelli e Cavour